Appalti pilotati all’aeroporto Falcone-Borsellino, un terrificante paradosso

marzo 31, 2017 Sprechi Pubblici0

Durante l’operazione The Terminal la Sezione Anticorruzione della Squadra mobile di Palermo ha arrestato Carmelo Scelta e Giuseppe Liistro, ora ai domiciliari; e sono state disposte due misure cautelari per il docente universitario Giuseppe Giambanco e per l’imprenditore romano Stefano Flammini. L’organizzazione lucrava sugli appalti dell’aeroporto di Palermo

Come spesso accade da noi, gli appalti, per il restyling dell’aeroporto Falcone-Borsellino, erano affidati sempre alle stesse ditte, senza seguire le procedure dettate dalla legge. L’indagine è stata condotta dalla Sezione Anticorruzione della Squadra mobile di Palermo, con il supporto della Polizia di Frontiera aerea, ed è stata diretta da da Rodolfo Ruperti e coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia. L’operazione si chiamava The Terminal.

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L’organizzazione

Grazie all’indagine si è scoperta un’organizzazione formatasi dentro la Gesap, la società che gestisce l’aeroporto, che assicurava, per una manciata di imprenditori, e in modo continuativo e cadenzato, tutti i lavori di adeguamento e ammodernamento del Falcone-Borsellino.

Gli indagati

Nell’inchiesta sono state coinvolte varie persone tra cui Carmelo Scelta, l’ex amministratore delegato della Gesap; Giuseppe Listro, ex dirigente della società di gestione dell’aeroporto e responsabile unico del procedimento di molti appalti; Giuseppe Giambanco, docente universitario di Ingegneria a cui è stato disposto il divieto di dimora nonché il divieto di esercitare presso uffici direttivi di società per l’imprenditore Stefano Flammini.

Reati e Sequestri

Tra i reati contestati i più gravi sono: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di truffa aggravata, corruzione nell’ambito dei contratti pubblici affidati da Gesap e turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente. Sono stati disposti sequestri preventivi per 4 milioni di euro, ovvero la somma stimata dei profitti ottenuti grazie ai reati che vengono contestati.

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