Corruzione, assunto Alfano jr a 160mila euro l’anno: confessione

aprile 11, 2017 Sprechi Pubblici0

È questo quanto risulta dalle carte processuali dell’inchiesta “Labirinto”. Arrestate 24 persone per associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio.

L’inchiesta

Raffaele Pizza, faccendiere ben conosciuto nel Palazzo nonché fratello di un ex sottosegretario del governo Berlusconi, aveva “legami” e “ragioni di credito” nei confronti di molte cariche dello Stato, tra cui anche il ministro Angelino Alfano – o, per meglio dire, con suo fratello. Il faccendiere è stato intercettato dalle fiamme gialle mentre affermava di aver contribuito in maniera determinante a far assumere Alfano jr alle Poste. “Pizza sostiene di aver facilitato, grazie ai suoi rapporti con l’ex amministratore Massimo Sarmi, l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste”, annota la Gdf nelle carte dell’indagine che ha fatto emergere una rete di contatti imperniata su Pizza. E Alessandro Alfano è stato nominato nel 2013 dirigente di Postecom, la società dei servizi internet di Poste italiane.

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L’intercettazione

Per completezza di informazioni, riportiamo le vergognosa conversazione tra Pizza e un altro esponente del Palazzo. “Angelino” dice Pizza “lo considero una persona perbene un amico… se gli posso dare una mano… mi ha chiamato il fratello per farmi gli auguri…tu devi sapere che lui come massimo (di stipendio, ndr) poteva avere 170.000 euro… no… io gli ho fatto avere 160.000. Tant’è che Sarmi stesso gliel’ha detto ad Angelino: io ho tolto 10.000 euro d’accordo con Lino (il soprannome di Pizza, ndr), per poi evitare. Adesso va dicendo che la colpa è la mia, che l’ho fottuto perché non gli ho fatto dare i 170.000 euro… cioè gliel’ho pure spiegato… poi te li facciamo recuperare…sai come si dice ogni volta… stai attento… però il motivo che non arriviamo a 170 è per evitare che poi dice cazzo te danno fino all’ultima lira. Diecimila euro magari te li recuperi diversamente”.

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