Corruzione a Taranto: tangenti per gli ufficiali della Marina miliatare

marzo 6, 2017 Mafia News0

Tutti hanno un prezzo: mazzette anche per i capitani di vascello, coinvolti nell’inchiesta decollata nel 2016, che avrebbero garantito un maxi appalto da 11 milioni di euro per la pulizia delle basi militari. Ecco spiegata la concorrenza nostrana.

Mentre l’arcinoto magistrato prestato alla politica Michele Emiliano gironzola qui e là, tanto da compromettere il piacevole ozio dello zapping reso inutile dalla sua onnipresenza, le cose nella sua Regione vanno a rotoli. È il caso di “altri due ufficiali della Marina militare”, come spiega Vittorio Ricapito, in un suo articolo di oggi per La Repubblica, “coinvolti nell’inchiesta sul giro di tangenti per pilotare gli appalti della base Maricommi a Taranto”. “Si tratta dei capitani di vascello Massimo Conversano, 56 anni ex capo dell’ufficio viveri, vestiario e casermaggio della Marina militare e Gerardo Grisi, 59 anni, all’epoca dei fatti in servizio presso il comando logistico di Napoli”.

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Il maxi appalto da 11 milioni di euro

I due, “sono accusati di corruzione per aver promesso all’imprenditore tarantino Vincenzo Pastore un intervento sul comandante di Maricommi Giovanni Di Guardo, per favorire l’aggiudicazione di un maxi appalto da 11 milioni di europer le pulizie nella basi navali di Taranto e Napoli. Pastore e Di Guardo sono stati arrestati a settembre 2016 proprio mentre l’imprenditore consegnava all’ufficiale una bustarella per aggiudicarsi l’appalto”. Stando all’accusa, “Grisi avrebbe ricevuto in cambio del suo interessamento 10mila euro da Pastore, mentre Conversano avrebbe incassato la promessa di un compenso al momento dell’aggiudicazione”.

 Coinvolti anche carabinieri e polizia

 Interrogato dal pm anche “l’ispettore capo della polizia Fabio Giunta, indagato per rivelazione del segreto d’ufficio per aver riferito a Di Guardo che un’auto appostata fuori dalla sua villa era della guardia di finanza”. Coinvolto anche un “luogotenente dei carabinieri, Paolo Cesari, finito prima ai domiciliari per rivelazione di segreti dell’inchiesta e poi in carcere per aver chiesto denaro in cambio del suo silenzio a due imprenditori indagati”.

 Le tangenti hanno superato i 4 milioni di euro

 L’inchiesta sulle tangenti in Marina (…) è proseguita con l’arresto della tenente di vascello Francesca Mola (…) e di una decina di imprenditori, accusati di aver creato un cartello di imprese per pilotare tutti gli appalti di Maricommi estromettendo ogni possibile concorrenza”. Il giro di “tangenti, di importo fisso pari al 10 per cento dell’appalto, avrebbe superato in pochi mesi i 4 milioni di euro”.

 Morale? Non possiamo fidarci neanche di chi dovrebbe garantire l’applicazione della legge, e poi, in Italia, se non hai qualcuno da corrompere è meglio che ti metti da parte.

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