Disoccupati furbetti a nostre spese? Ora basta, addio alle indennità per chi non vuole lavorare

febbraio 14, 2017 I Nostri Soldi0

“Stop assistenza ai fannulloni. Chi non accetta un’offerta di lavoro può dire addio all’indennità di disoccupazione (Naspi ecc.)”. Scrive stamane Daniele Cirioli sul cartaceo di Italia Oggi, e “se già intascata, deve restituirla all’Inps. Stessa punizione, ma per un periodo limitato tra gli otto e i trenta giorni, anche a chi non partecipi alle iniziative formative del collocamento. Queste le “misure di condizionalità con il regime sanzionatorio per i percettori di prestazioni assistenziali legate allo stato di disoccupazione”, introdotte dal correttivo Jobs act”.

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Ebbene sì, basta con la logica degli amici degli amici, dei raccomandati, dei fannulloni che vengono pagati anche se si rifiutano di lavorare. “Dopo la riforma del Jobs act, i lavoratori divenuti disoccupati devono recarsi al centro per l’impiego al fine di confermare lo stato di disoccupazione, mediante propria profilazione e sottoscrizione del patto di servizio personalizzato”.

Si è inseguito “modificato la norma introducendo misure sanzionatorie che i centri per l’impiego devono adottare nei confronti dei percettori di indennità in ambito Aspi, Naspi, Dis-Coll e mobilità in caso di mancato rispetto, senza giustificato motivo, degli obblighi assunti con la sottoscrizione del patto di servizio”.

“L’Inps ha illustrato le novità (…) precisando per ciascun tipo di violazione la corrispondente sanzione”.

Qui potete trovare il link con l’elenco dei vari casi.

 

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