Eni, esportiamo corruzione: Alta corte nigeriana apre un fascicolo

marzo 8, 2017 Lobby Italiane0

A quanto pare Agip e Shell avrebbero pagato 800 milioni all’ex ministro del petrolio Dan Etete, a quello della giustizia Mohammed Bello Adoke e al businessman Aliyu Abubakar per la licenza Opl 245, mentre al governo nigeriano sono stati destinati 210 milioni di dollari

All’estero siamo conosciuti per la pizza e la mafia. Purtroppo è uno stereotipo che ci siamo guadagnati negli anni, grazie a una classe dirigente terribile e agli infiniti scandali che hanno coinvolto la nostra politica. E mentre il mondo si interrogava se fosse giusto o meno esportare la democrazia, noi esportavamo il seme della corruzione e della malavita.

The Italian Job

Esempio lampante della nostra atavica predisposizione agli illeciti, “The Italian Job”, è il fascicolo aperto dall’Alta corte di Abuja, capitale nigeriana, di cui ci ha parlato Ilfattoquotidiano.it pochi giorni fa, che “coinvolge la Shell e alcuni funzionari della filiale Agip dell’Eni per la vendita per oltre 1,1 miliardi di dollari di uno dei più ricchi blocchi dell’Africa”. I funzionari della nostra multinazionale d’eccellenza sono tacciati di gironzolare per il mondo offrendo bigliettoni per siglare accordi vantaggiosi, ovviamente aggirando le regole.

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L’accusa

Stando all’accusa “le società avrebbero pagato 800 milioni all’ex ministro del petrolio Dan Etete, a quello della giustizia Mohammed Bello Adoke e al businessman Aliyu Abubakar per la licenza Opl 245, mentre al governo nigeriano sarebbero andati solo 210 milioni di dollari”. Questo Paese non cambierà mai.

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