Festini in carcere con il boss: la direttrice indagata

aprile 5, 2017 News0

I carabinieri volevano disturbare i detenuti festanti. Per fortuna la direttrice del carcere si è imposta con autorità e ha negato loro l’accesso per questioni di sicurezza. Ecco la cronaca tragicomica dal Paese di Pulcinella.

Non mancava niente, tutto era bello apparecchiato con l’occorrente: piatti, bicchieri, posate… e poi si beveva e si mangiava. C’era la torta! Che festa sarebbe senza la torta? Insomma un compleanno curato nei minimi dettagli quello organizzato per il simpatico boss albanese Emanuel Demaj all’interno del carcere di Montorio Veronese. Quello sì che era un giorno speciale: il ragazzo, condannato a 12 anni per qualche rapina, compiva 32 anni. Ed era tutta una festa, una sgomitata beffarda alla legge, un’allegria tracotante che tutto ad un tratto ha colorato le grigie pareti del penitenziario, evviva-evviva-evviva. Insomma una celebrazione in grande stile, da vero boss al di sopra delle regole. Applausi.

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FAREMO USCIRE FUORI TUTTE LE VERITA'

Pensare che c’è chi si lamenta delle condizioni delle carceri…

A quanto pare esiste anche il reportage fotografico, perché gli amici di cella non si fanno mancar nulla, non rimangono indietro, figuriamoci se non usano lo smartphone. Sono aggiornatissimi, al passo di quelli che sono fuori dalle opprimenti mura carcerarie, quelli che chiamiamo liberi, ma che poi alla fine non se la passano tanto meglio. Ci sono i selfie ridanciani e le foto della tavolata con i 10 commensali che partecipavano festosi al convivio. Come facciamo a saperlo? Semplice: sono pubblici su Facebook. Perché limitarsi, se puoi tutto: evviva i social! Evviva l’Italia!

Lasciateli divertire è il monito della direttrice!

 Sembrerebbe abbastanza per raccontarla in giro come una storia assurda, quelle da tono sbigottito; che ha dell’incredibile insomma. Ma non è tutto, e le vie del signore sono infinite. Dopo il gran baccano sono arrivati quei “guastafeste”, per l’appunto, dei carabinieri, che nel frattempo erano stati informati della gozzoviglia. E sono venuti con tanto di mandato di perquisizione, vuoi mettere. Solo che, udite udite, l’illibata e intransigente direttrice del carcere ha impedito loro l’ingresso per ragioni di sicurezza. Non sia mai che una manciata di carabinieri destabilizzino il precario umore dei detenuti in festa!

L’inspiegabile sospetto

Il procuratore Cappelleri e il pubblico ministero Silvia Golin, che sono proprio dei tipi puntigliosi, diciamocelo, si sono insospettiti del diniego di Maria Grazia Bregoli, l’indefessa direttrice del carcere di scaligero, e l’hanno iscritta sul registro degli indagati. Sospettano il favoreggiamento personale, pensa un po’.

Il Paese di Pulcinella

Il tono è scanzonato per desolazione, per senso di sconfitta e perché nel Paese di Pulcinella, forse, l’unica lingua capace di raccontare quest’Italia è proprio quella più autoironica, dei tarallucci e vino. Non ci resta che prenderci per il culo.

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