Frattura scomposta del polso, i tempi di guarigione

Frattura scomposta del polso, i tempi di guarigione

La frattura scomposta del polso può essere un incidente non solo molto doloroso, ma anche piuttosto invalidante, in quanto questa articolazione è fondamentale per svolgere tutta una serie di attività quotidiane. Come accade anche per altre aree del corpo, a livello del polso si potranno verificare fratture composte e scomposte.

Le prime sono di più facile “manipolazione” in quanto l’osso sarà comunque rimasto in sede. Nel secondo caso, invece, l’osso si sarà rotto in diversi pezzi diventando non solo molto instabile, ma rendendo addirittura molto più lungo il processo di guarigione. La frattura, quindi, richiederà sicuramente un’ingessatura, e in alcuni casi anche un apposito intervento chirurgico.

Come si cura

La frattura potrà richiedere diversi tipi di cure. L’osso potrebbe essere immobilizzato mediante l’utilizzo di un’ingessatura, che si potrà portare per diverse settimane e che potrebbe anche essere cambiata nel corso del tempo.

Nei casi più gravi, che verranno sempre valutati dai medici, potrebbe anche essere necessaria la realizzazione di un intervento chirurgico per rimettere in sede alcune parti di ossatura. In questi casi, si utilizzeranno spesso delle piastre o dei perni che diano la possibilità di mantenere nella giusta posizione l’osso fratturato. In seguito, anche dopo la rimozione del gesso, potrebbe ritenersi necessario l’utilizzo di un tutore per continuare a mantenere in sede l’ossatura.

La guarigione vede delle tempistiche molto variabili.

Infatti, essa può essere influenzata da diversi fattori, quali l’età del soggetto, la sua condizione fisica prima dell’infortunio e anche il tipo di frattura che si sia verificata.

In generale si può dire come un frattura scomposta di un polso in un soggetto giovane potrà richiedere almeno due o tre mesi per un recupero completo, mentre in persone che siano meno giovani, o che abbiano problemi come l’osteoporosi, potranno essere necessari anche cinque o sei mesi. Allo stesso tempo, per ottenere una guarigione completa non ci si potrà limitare a valutare quanto l’osso si sia rinsaldato, ma anche se sia stato raggiunto un recupero a livello della mobilità dell’articolazione.

Anche la riabilitazione, quindi, sarà un passaggio essenziale per consentire un completo recupero del paziente e che necessiti di ritornare ad usare al meglio l’arto.