La casta salva se stessa proteggendo il senatore Minzolini

marzo 16, 2017 Privilegi dei Politici0

Il Palazzo salva l’ex direttore del Tg1 dal parere espresso dalla Giunta riguardo la sua incandidabilità, in seguito alla condanna per le spese effettuate dal forzista con la carta di credito Rai. Con 137 voti a favore, 94 contrari e 20 astensioni viene respinta la decadenza da senatore. Decisivi i 19 voti a favore e le 24 assenze del Pd, il M5S tuona: «Voto di scambio tra Fi e Pd: Lotti-Minzolini». Ecco un ritratto di quanto accaduto

La vicenda

Augusto Minzolini è stato salvato oggi dall’aula di Palazzo Madama dove i senatori hanno approvato l’ordine del giorno di Forza Italia in cui si chiedeva di respingere la deliberazione con cui la Giunta per le autorizzazioni a procedere, sette mesi fa, aveva votato la revoca del mandato parlamentare. L’ex direttore del Tg1 doveva subire l’applicazione della legge Severino in seguito alla condanna definitiva di due anni e sei mesi di reclusione per peculato, per l’(ab)uso indebito della carta di credito dell’azienda pubblica.

Vuoi Continuare a Leggere NOTIZIE VERE?

In un'Italia in cui le notizie sono sempre più false e pilotate, noi vogliamo parlare in modo imparziale e onesto.

FAREMO USCIRE FUORI TUTTE LE VERITA'

Le dichiarazioni

E adesso che fine farà l’infame legge Severino? Usata dalla sinistra solo contro il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi è rottamata una volta per tutte”, si affretta a spiegare Renato Brunetta. “Con questo voto oggi il Senato l’ha abolita – gli risponde Lucio Barani, capogruppo di Ala-Sc al Senato -. Berlusconi dovrà essere reintegrato già domani perché i due casi sono simili”. Insomma, a Forza Italia si festeggia la rottamazione della legge Severino e si spera la rinascita di tempi lontani: Berlusconi leader.

All’opposto la delusione dei Cinque Stelle: “Pagherete anche questa, siete da radere al suolo”, parla l’indignazione di Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai. E ancora, Michele Gianrusso: “Tra il Pd e FI c’è stato di fatto un voto di scambio. I dem ieri hanno salvato Lotti per lo più uscendo dall’Aula e facendogli abbassare il quorum e loro oggi gli hanno salvato Minzolini che resta senatore di FI. È una vera vergogna. Hanno dimostrato di essere una Casta che vuole restare al di sopra della legge”.

L’impunità e Minzolini

Nulla di nuovo. Quello che è successo oggi in aula è solo un frame della stessa pellicola in proiezione da anni, lo stesso film che ci racconta la capacità autoconservativa della politica italiana e la sua sostanziale impunità. La storia di Augusto Minzolini, salvato oggi dall’aula del Senato, è fondamentale per capire lo stato di salute della nostra democrazia. In Italia chi dovrebbe fare informazione in modo imparziale è invece venduto al potente di turno. Talvolta alla luce del sole, talvolta nell’ombra. Fatto sta che in questo caso, il senatore è passato alla luce del sole: da giornalista, o meglio, da direttore di uno dei più importanti Tg italiani, a politico militante tra le fila berlusconiane.

La casta

Nel Paese delle meraviglie, i ruoli che dovrebbero fungere da contrappeso (magistratura, informazione, eccetera) sono invece soggetti al meccanismo delle porte girevoli in combutta con il potere. Entrano ed escono sodali del potere: marinai con il vento sempre in poppa, come abbiamo visto oggi. Vogliamo ancora illuderci che la casta possa votare contro la casta? Difendere gli interessi di Augusto Minzolini vuol dire difendere gli interessi di chi sta nel palazzo, vuol dire difendere la categoria. Salvare lui per salvare tutti.

Leave a Comment