La frizzante Selvaggia Lucarelli senza censura

marzo 29, 2017 Interviste0

È uscita una lunga intervista della tanto chiacchierata Selvaggia Lucarelli sul sito di Davide Maggio. Non usa mezzi termini la famosa giornalista che ha una parola frizzante per tutti; vi riportiamo alcuni dei passaggi più salienti.

Prima di tutto una breve introduzione. “Scrive per il Fatto Quotidiano, gestisce pagine social per due milioni di follower, quando riesce scrive libri e, per non farsi mancare nulla, fa parte della giuria di due programmi in prima serata sulla tv italiana. E che giuria: il sabato sera non si guarda più Ballando con le Stelle per assistere ad una gara di ballo, ma la curiosità è tutta per i ficcanti giudizi nei confronti delle sue ‘vittime sacrificali’. Facciamo due chiacchiere con l’unica vera influencer dell’internet di casa nostra, Selvaggia Lucarelli”. Così apre l’articolo di uno dei commentatori televisivi più seguiti in Italia. Bene, Selezioniamo qualche domanda e qualche risposta…

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Da più ‘ritorno’ un profilo Facebook con oltre un milione di seguaci o una giuria come quella di Ballando?

Al mercato quando vado a comprare la cicoria mi fa più comodo Ballando, la signora mi mette sempre un etto in più. Tra gli addetti ai lavori e nel mondo vago e intangibile della comunicazione molto di più i seguaci su Facebook. La tv dà visibilità, i social e i giornali, se usati bene, danno autorevolezza.

Danno anche polemiche, a quanto pare. La giuria di Ballando non è mai stata così chiacchierata…

Beh, vuol dire che funziona no?

Mi stai dicendo che sei tu a farla funzionare?

No, Ballando e la giuria funzionavano benissimo anche senza di me, semplicemente forse ho sparigliato un po’ le carte. Sono un po’ come l’ingresso di un’amante in un matrimonio di 10 anni: a volte serve a ravvivare il rapporto. Naturalmente parlo così perché ho la famosa sindrome della ragazza dell’est: non si è mai in troppi all’interno di una coppia. Scherzo eh, che poi faccio la fine della Perego e ad alzar palette ci mettono Eleonora Daniele!

Tanto, se la prendono sempre con te. È come se con la Lucarelli si potesse…con gli altri no.

Ormai è un meccanismo perfino divertente. Gli altri giudici dicono “hai ballato male” e i concorrenti incassano, io faccio una battuta tipo “quando balli tu c’è il picco di share ma anche quello di suicidi!” e pare che li abbia accusati di gestire il narcotraffico con la Colombia. Forse ha ragione mia madre: non è quello che dico. È che lo dico io, e io non suscito mai reazioni tiepide, nel bene e nel male. Un po’ perché sono una donna, e quando le donne non hanno un ruolo decorativo ma come in questo caso sono addirittura su un pulpito, la reazione di chi ha una mentalità più o meno consapevolmente maschilista è quella di tirarla giù dal pulpito. E poi c’è un’aggravante: uso il registro dell’ironia, e come ha scritto qualcuno “l’ironia è una facoltà a numero chiuso”. Chi non parla la lingua dell’ironia la scambia per derisione e ne soffre. 

O magari arrivi dal web, quindi sei di serie B?

Sono una che ha cominciato a scrivere sul web anziché sul giornalino locale, erano gli anni 2000 e ho capito il mezzo prima di altri. Non sono di serie b, sono solo stata più sveglia e visto che sono ancora qui evidentemente me lo sono meritata.

C’è il diritto all’oblio… 

Ma quale oblio. Non si riesce a far cancellare i video privati della Leotta, capirai se riesco a far cancellare una notizia falsa su di me. Io di quello che scrivono di me a proposito di quello che faccio in TV me ne frego, sia nel bene che male. Mi dispiace solo la malafede. Quando leggo titoli tipo “Selvaggia offende ancora” perché ho detto a un concorrente che balla con lo sguardo atterrito di uno che schiva delle coltellate penso “Ma perché questo giornalista non fa il kebabbaro anziché scrivere pezzo ad effetto così scemi?”. Anche le cose che leggo sul processo Canalis sono incredibili e non posso difendermi, perché dopo 7 anni tra indagini e processi la difesa non è stata ancora ascoltata. Dico solo: come mai nessuno mi ha mai chiamata per ascoltare la mia versione dei fatti? Strano, la controparte continua a lanciare strali, questo processo ha titoloni che neppure tangentopoli (…).

C’è sempre la scusa che quello non è servizio pubblico…

Senti, a me questa manfrina della TV pubblica che siccome la paghiamo noi ha il dovere di offrire contenuti culturali mentre il resto della TV può fare come minchia vuole non va giù. Intanto sottolineo che paghiamo il canone 7 euro al mese. Ripeto: 7 euro al mese. Basta con “l’io pago e pretendo!!!”. Certo che devi pretendere, ma non è che sugli altri canali non si abbia il dovere di avere un minimo di decoro o una funzione educativa. La tv non è un contenitore innocuo, è una bomba all’idrogeno. Maria De Filippi a Sanremo per me ha detto una cosa gravissima, passata totalmente inosservata. “La mia TV non educa, racconta la realtà così com’è”. Non è vero un cazzo. La sua TV educa eccome, la D’Urso educa eccome, lei, loro hanno un bacino di utenza nel sud Italia che fa impressione. Uomini e donne e i tronisti, per dire, non raccontano nulla ma alimentano, costruiscono, ispirano. Diventano modelli. E io me ne dovrei fregare perché non pago 7 euro al mese per vederla? Umberto Eco diceva l’esatto contrario: “In TV il problema non è che non si faccia cultura. È che tutto fa cultura”. 

Fattene una ragione, se Ballando va bene è grazie ai picchi di Albona!

(ridiamo) Ahahah. Andava molto bene anche l’anno precedente e quelli prima ancora. E comunque a Scialba Parietti qualcuno dovrebbe raccontare la teoria del gatto spiaccicato in autostrada: anche quello lo guardiamo tutti passando con la macchina, ma non perché ci piace.

Però lei è la pasionaria di sinistra…

Beh, l’anno scorso Santoro e la Innocenzi avevano proposto a me il programma che poi ha fatto lei perché l’ho rifiutato, l’hanno chiamata al posto mio, sono contenta di averle liberato un posto, ne ha bisogno. Io tra giornale e due programmi TV di lavoro ne ho a sufficienza, avevo rifiutato perché era a fine stagione ed ero stanca morta. Per me la tv non è la vita, potrei fare l’ospite ovunque tutti i giorni, ma non accetto quasi mai, devo stare con mio figlio, col fidanzato, devo viaggiare, leggere, scrivere, guardare cosa succede nel mondo non negli studi TV. Se perdi l’occhio sulla realtà cosa scrivi? Cosa racconti?

Saresti criticatissima. Già il successo non si perdona a nessuno, se poi arriva dal web…

Ovvio. È una delle cose che da più fastidio, tant’è che tra i miei detrattori ci sono molti sedicenti social media manager o gente che insegna agli altri a comunicare sul web. Moltissimi giornalisti. Molti/e aspiranti influencer. Quelli che “lei è seguita perché ha le tette” o “perché fa TV”. Peccato che se mi si seguisse per motivi che non hanno a che fare con la scrittura avrei 1 milione di follower su Instagram e 200 000 su fb, invece è il contrario, chissà perché.

Chi è la rivelazione e chi, invece, vincerà Ballando?

Vedo una finale a tre: Oney, Stella, Basile. Ma io sono una di quelle “Trump non vincerà mai!” e anche “No dai, la Ventura non farà mai l’Isola come concorrente!”. Oppure “non mi fidanzerò mai con uno più giovane!”. Sono un po’ come l’Auditel: autorevole ma totalmente inaffidabile. La rivelazione, invece, credo sia la De Sio, con la sua insospettabile fragilità. E la Bruzzone, con un’ironia insospettabile quanto la fragilità di Giuliana. Poi vabbè, c’è Oney Tapia, un gigante, uno che ti insegna la differenza tra “ vedere” e “saper vedere”.

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