La Lega ruba i soldi dei rimborsi elettorali

I problemi giudiziari per la Lega Nord e per i suoi vertici non finiscono mai. Dopo la richiesta di condanna da parte della procura di Milano sull’appropriazione indebita per Umberto Bossi, storico leader del Carroccio, ora arriva il processo di Genova: chieste pene anche per l’ex tesoriere Belsito, due imprenditori e tre ex revisori contabili. Eppure sembra non fregare niente a nessuno.

4 anni di carcere per Umberto Bossi e 4 anni e 6 mesi Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord. Condannati nell’ambito della maxi truffa ai danni dello Stato, quindi di tutti noi cittadini, per i rimborsi elettorali. Il pubblico ministero diGenova, Paola Calleri, come riportato da Il Fatto Quotidiano di ieri, ha richiesto inoltre la “confisca di oltre 56 milioni di euro” al Carroccio, in quanto “percettore delle indebite appropriazioni dei soldi pubblici”. Mentre per gli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet sono arrivate le condanne a 5 anni e una multa di 17mila euro ciascuno. 2 anni e 9 mesi per Diego Sanavio e Antonio Turci, gli ex revisori contabili della Lega. Per l’altro revisore, Stefano Aldovisi, 2 anni e 4 mesi di reclusione.   

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L’inchiesta: da Milano a Genova

“Bossi, Belsito e i tre revisori – continua l’articolo – sono accusati di truffa ai danni dello Stato perché chiesero e ottennero dal Parlamento oltre 56 milioni di euro che (…) hanno usato per scopi personali”. L’ex tesoriere e i due imprenditori sono accusati di riciclaggio, per aver collaborato materialmente al “trasferimento oltreconfine di parte dei soldi ottenuti”. Gli atti che hanno portato al processo sono partiti da Genova il 23 settembre e sono stati arricchiti da tre stralci da Milano.

 

L’inchiesta milanese

Non è tutto. Infatti, anche il filone milanese dell’indagine è arrivato a processo il 27 marzo. Il pm Paolo Filippin ha chiesto per Bossi 2 anni e 3 mesi “per appropriazione indebita”. Lo storico leader del Carroccio è colpevole di aver sostenuto “i costi della sua famiglia” con il patrimonio della Lega Nord, e il suo modo di agire sarebbe stato “consolidato e già concordato dalsegretario federale” con il tesoriere da lui scelto “come persona di fiducia”, vale a dire prima con Maurizio Balocchi e in seguito con Belsito. Coinvolto anche il figlio di Bossi, Renzo, condannato a 1 anno e mezzo di carcere a cui va sommata una multa di 500 euro, e, ovviamente, il tesoriere Belsito, che si è beccato 2 anni e mezzo più 800 euro di multa.

Quella che in un paese normale sarebbe una grave anomalia, che chiuderebbe per sempre l’esperienza politica di tutte le persone coinvolte e che farebbe crollare definitivamente qualsiasi partito nella vergogna, da noi passa praticamente inosservata. La Lega, che secondo i sondaggi viaggia sul 14%, è oggi all’apice dei consensi. Tanti auguri a tutti noi.

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