La truffa da 170mila euro di Mingo

aprile 5, 2017 Truffe0

Truffa, simulazione di reato, falso, calunnia e di diffamazione. Ecco la vera storia dei servizi di Mingo e Fabio, la tivvù spazzatura che montava ad arte le proprie inchieste gonfiando le note spesa e i costi per arricchirsi e fare carriera. Domenico De Pasquale sarebbe la mente del raggiro.

Accade in Italia che persino le denunce siano denunciabili, che persino le inchieste siano inquisibili. Insomma, la truffa è sempre dietro l’angolo e non ci possiamo fidare di nessuno. Vi ricordate i servizi di Mingo e Fabio, inviati di Striscia La Notizia, il Tg satirico più famoso d’Italia in onda su canale 5? Bene, molti erano dei falsi.

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I reati

Nell’inchiesta approdata ieri in udienza preliminare i reati contestati sono truffa, simulazione di reato, falso, calunnia e di diffamazione ai danni di alcuni autori del programma, indicati in comunicati stampa come corresponsabili ed ideatori dei finti servizi. Un raggiro ai danni di Striscia da parte della redazione (non tutta) barese. A dire il vero la Procura ha chiesto l’archiviazione per Fabio De Nunzio, che sarebbe “del tutto estraneo alla vicenda”.

Il responsabile

Domenico De Pasquale, in arte Mingo, il vero responsabile del raggiro, e Corinna Martino, moglie e corresponsabile, tentano di minimizzare: “al massimo preparavamo un epilogo scenico su fatti veri”. Allo stesso tempo Rti (Reti televisive italiane, ndr) precisa: “non sapevamo che alcuni servizi fossero taroccati”; e la procura gli crede.

I falsi

I servizi taroccati sarebbero 10, andati in onda tra il 2012 e il 2013, e la truffa ai danni di Mediaset ammonta a circa 170mila euro, visti i costi inverosimili e le note di spesa di gran lunga gonfiate utili a pagare i “figuranti”. “Una somma notevole che si aggiunge al forfait di 160mila euro a stagione che Rti riconosceva alla Mec, amministrata dalla Martino, moglie di Mingo e di cui il noto attore è socio”, come precisato dall’articolo di Giovanni Longo uscito su La Gazzetta del Mezzogiorno.

La presunta legalità

La Procura inoltre marca “l’aspetto ingannevole anche nei confronti del pubblico televisivo da sempre orientato a ritenere Mingo & Fabio riferimenti pubblici di legalità”. Morale: molti di quelli che noi riteniamo essere gli affidabili garanti di onestà e trasparenza, non sono altro che cialtroni con le fregole dei soldi e della carriera.

Da Bari è tutto. Mingo e Fabio… Alla prossima puntata. Purché sia vera.

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