Lecce, abuso d’ufficio e invasione di edifici: indagati politici di centro destra

Proprio nel bel mezzo della campagna elettorale la procura indaga gran parte della classe dirigente leccese degli ultimi dieci anni.

Il fatto

Un’inchiesta sconvolge la campagna elettorale per il comune di Lecce. I reati ipotizzati dalla procura salentina sono falso, abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e invasione di edifici. 46 le persone sotto inchiesta, tra loro – oltre all’attuale primo cittadino e all’ex ministro del governo Berlusconi – anche due assessori comunali, i due ultimi segretari di palazzo di città. Secondo quanto riportato dagli inquirenti, gli indagati avrebbero agevolato determinati inquilini a colpi di sanatorie di occupazioni abusive, semplici delibere, passaggi indebiti dalle case parcheggio agli alloggi. Tra questi ci sono anche persone ritenute vicine ai clan della Scu

I coinvolti

Nel registro degli indagati finisce il sindaco Paolo Perroneex Forza Italia – , che ha annunciato che tornerà a correre in prima persona a sostegno del candidato del centrodestra Mauro Gilberti . Poi, ci sono l’ex primo cittadino Adriana Poli Bortone e il deputato di centro destra Roberto Marti. A questi nomi, illustri, se ne aggiungono molti altri.

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Il clan “Scu”

Sono 46 in totale i nomi che emergono dalle indagini preliminari. Intere palazzine sarebbero state assegnate senza rispettare le regole, negli anni tra il 2006 e il 2016. Per almeno 28 appartamenti, cioè, si sospettano attribuzioni senza requisiti, a colpi di sanatorie di occupazioni abusive, semplici delibere, passaggi indebiti dalle case parcheggio agli alloggi. Tra questi ci sono anche persone ritenute vicine ai clan della “Scu”, famosa famiglia criminale della zona.

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