Massacrato il penalista scomodo alla mafia. Il mandante neanche indagato

marzo 17, 2017 Mafia News0

Enzo Fragalà è stato ucciso a furia di botte da una banda di picciotti del Borgo Vecchio. È morto dopo tre giorni di agonia, “punito perché dava fastidio ai boss” che ora non è neanche tra gli imputati. La mafia voleva “dare un segnale a tutta l’avvocatura palermitana”

 Sono rare le persone come Enzo Fragalà, il penalista ucciso in seguito ad un violentissimo pestaggio, bastonato a colpi di mazzate e morto dopo tre giorni in preda a dolori lancinanti, in agonia. Per un pelo non riuscivano a farlo passare per quello che non era. Infatti, il tentativo infamante degli assassini era di far credere che l’avvocato ci provasse con la moglie di un boss in carcere. In seguito, grazie alle indagini, si è scoperto che l’esecuzione è avvenuta per una ritorsione della mafia palermitana irritata dal comportamento di Fragalà, che induceva “i suoi assistiti (a violare la tradizionale regola del silenzio”, infatti suggeriva loro di collaborare con i magistrati.

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Il segnale

Ieri il gip Fernando Sestino ha disposto sei ordinanze di custodia cautelare, accogliendo le richieste dei pubblici ministeriNino Di Matteo, Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli, in sintonia con il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi: “I mafiosi volevano dare un segnale a tutta l’avvocatura palermitana”.

Il pentito

Il caso, che stava per essere archiviato, si è riaperto grazie a diverse intercettazioni di un neo pentito, Francesco Chiarello, uno di quelli incaricati di raccogliere il pizzo che ora accusa un gruppo di suoi “amici”. In particolare con Francesco Castronovo, il sicario che cominciò a bastonare Fragalà a due passi dal palazzo di giustizia e insieme ad altri 5, tra cuiFrancesco Arcuri, organizzatore della spedizione punitiva, e gli altri che coprivano l’omicidio.

Il boss

Gregorio Di Giovanni è accusato di essere il mandante, ma non sarà neanche indagato. Forse troppo importante. Dal racconto del pentito, durante una riunione con Arcuri, emerge che “ci servono quattro persone per dare quattro colpi di legno a una persona, perché si deve fare entro stasera, se no Gregorio fa ‘u pazzu”.

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