Da Minetti a “il Trota”, i politici battono cassa per la pensione

marzo 21, 2017 Pensioni D'Oro0

Dopo il “duro” lavoro, gli ex consiglieri lombardi chiedono l’anticipo dei contributi. Decine di migliaia di euro dei contribuenti per anticipare pensioni immeritate.

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Il caso

Nicole Minetti – di cui tutti ricordiamo le prodezze – ha ottenuto indietro 79.600 euro. Massimo Ponzoni, ex assessore della giunta Formigoni – condannato a dieci anni di galera – , quasi il doppio: 144.400 euro. Si parla di vitalizi, ancora una volta. Agli eletti del Pirellone era concesso un privilegio, come se il solo vitalizio non bastasse: la possibilità di ritirare, alla fine della legislatura, i contributi versati per il futuro vitalizio. Invece di aspettare la pensione, in pratica, farsi restituire quanto versato. Tutti i soldi e subito. Un po’ diverso rispetto a quanto permesso ai normali cittadini. E così ovviamente hanno fatto moltissimi ex politici del Pirellone.

Trota e Minetti: migliaia di euro di pensione

All’ex igienista dentale di Berlusconi, si aggiunge un altro fiore all’occhiello del governo Formigoni, il “Trota” Renzo Bossi, che, per la sua intensa attività politico-amministrativa, ha ricevuto la bellezza di 55 mila euro. Due simboli della nona legislatura, quella di rimborsopoli e delle inchieste. E tra queste come non ricordare quella che ha portato in carcere DomenicoZambetti, l’ex assessore alla Casa accusato di aver ricevuto voti dalla ‘ndrangheta (link all’altro articolo che ti ho mandato su Zambetti, delle 8:30) ? Anche lui ha bussato alle casse del Pirellone per chiedere la restituzione dei suoi contributi: 75.380 euro. Quando si parla di soldi i politici corrono a battere cassa. Quando sono i cittadini ad avere bisogno – chissà perché – la risposta non è mai così immediata. 

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