Precauzioni da prendere dopo l’iniezione intravitreale

Precauzioni da prendere dopo l’iniezione intravitreale

L’iniezione intravitreale consente una terapia farmacologica dell’occhio altamente mirata, massimizzando l’erogazione terapeutica del farmaco e riducendo al minimo la tossicità sistemica. Con un uso sempre crescente nel trattamento della degenerazione maculare neovascolare legata all’età, dell’edema maculare diabetico, dell’occlusione venosa retinica e di altre varie altre patologie vascolari retiniche, l’iniezione intravitreale è diventata una delle procedure oftalmiche più comuni.

L’iniezione intravitreale fu descritta per la prima volta nel 1911, con l’uso di una bolla d’aria per tamponare un distacco di retina. Il triamcinolone acetonide (Kenalog) è diventato il primo agente intravitreale ad applicazione diffusa, utilizzato come trattamento per l’edema maculare associato a numerose eziologie, come la retinopatia diabetica e l’occlusione venosa retinica. Inoltre, è stato utilizzato in aggiunta alla terapia fotodinamica nel trattamento della neovascolarizzazione coroidale.

Complicazioni

Potenziali complicazioni dell’iniezione intravitreale includono l’infiammazione intraoculare, il distacco della retina o perforazione, il danno da lente traumatica, l’emorragia intraoculare, l’ipertensione oculare sostenuta e l’ipotonia. Tra tutte le complicanze postiniezione, l’endoftalmite può essere visivamente devastante: alcuni studi che hanno valutato il profilo di sicurezza dell’iniezione intravitreale, il tasso di endoftalmite è risultato inferiore allo 0,05%.

Precauzioni

Dopo un’iniezione intravitreale, ci sono alcune precauzioni da tenere in considerazione, al fine di minimizzare le possibili complicazioni. Per prima cosa il medico dovrà lavarvi per bene gli occhi, in modo da azzerare i rischi di tossicità o irritazione alla cornea. Non dovrete poi preoccuparvi se, nelle ore e nei giorni successivi, vedrete forme evanescenti e sfocate: potrebbero essere semplici bolle d’aria, oppure effetti secondari della medicazione.

Gli antibiotici vengono usati da molti medici dopo l’iniezione, e spesso consistono nella somministrazione di fluorochinolone di quarta generazione. Tuttavia non ci sono prove che dimostrino i benefici clinici del loro utilizzo. Le prove sperimentali suggeriscono un’insufficiente penetrazione nel vitreo per prevenire l’infezione, e c’è anche un aumento dei ceppi batterici resistenti con uso ripetuto.

Alcune linee guida raccomandano ai medici di sottoporre i pazienti ad un esame del fondo oculare dopo un’iniezione intravitreale, per valutare la perfusione centrale dell’arteria retinica e identificare una possibile emorragia correlata all’iniezione o al distacco della retina. Molti medici impiegano invece test funzionali come la determinazione della visione contando sulle dita o la valutazione dell’assenza di percezione della luce.

L’occlusione dell’arteria retinica centrale, ad esempio, è indicata dall’assenza di percezione della luce. In questo caso, è indicata la paracentesi, nel tentativo di ripristinare immediatamente la perfusione centrale dell’arteria retinica.

Infine, dopo l’iniezione intravitreale, tutti i pazienti devono ricevere informazioni sui segni e i sintomi delle complicanze, come dolore o fastidio agli occhi, arrossamento, fotofobia e visione ridotta. I pazienti devono essere istruiti nel contattare immediatamente il medico in caso della comparsa di questi sintomi.