Prete pedofilo: dopo lo scandalo diventa allenatore e continua ad abusare

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L’ex prete Gianni Trotta, condannato a 8 anni di reclusione per violenze su un bambino di 11 anni, ha continuato ad abusare di altri minori anche per colpa della superficialità delle autorità religiose che non hanno fatto abbastanza per impedirlo. Questo emerge dalla sentenza.  

Nelle motivazioni della sentenza che ha condannato a 8 anni di reclusione l’ex prete Gianni Trotta depositate dal gup Giovanni Anglana del Tribunale di Bari oltre alla terrificante vicenda, che lo vede colpevole di abusi sessuali su un bambino di 11 anni, è emerso “atteggiamento quantomeno superficiale delle locali autorità religiose“.

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L’abito talare

La violenza indiscriminata su un bambino incapace di difendersi costringe tutti noi a provare un fortissimo senso di disgusto e di rabbia, ma anche d’impotenza. Questi sentimenti montano ancor di più quando vediamo l’impunità e la leggerezza con la quale le autorità religiose tratta l’argomento. Pensate che nonostante la denuncia della vittima, e gli abusi successivamente scoperti, al prete era stato semplicemente tolto l’abito talare senza tuttavia impedirgli di indossare il colletto bianco.

Gli altri abusi

Questo avrebbe consentito a “Don Gianni” di continuare a frequentare minori. Infatti, in seguito alla vicenda, l’uomo ha cominciato a ricoprire il ruolo di allenatore della squadra di calcio del paesino vicino a Lucera, e ha così potuto continuare impunemente ad abusare di altri bambini, in una “serialità patologica delle condotte” abominevoli e perverse, come le ha definite il giudice.

Il processo

L’uomo che in questo momento si trova in carcere è in attesa di essere processato anche per gli abusi nei confronti di una decina di bambini, tutti tra gli 11 e i 12 anni.

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