Raggi reprime l’onestà: licenziata dirigente di Farmacap

aprile 6, 2017 Le Città0

Nella Capitale si è insinuato il terrore dell’onestà, tanto da reprimerne ogni dimostrazione virtuosa. Dai bilanci in rosso all’attivo di più di mezzo milione, non basta questo a salvare l’integerrima dirigente dalla scure del potere politico. E dire che i cittadini si aspettavano qualcosa di diverso.

Reprimere l’onestà

A Roma, si sa, il problema più grande sono le società partecipate: enormi mostri che si nutrono di clientelismo e soldi pubblici. Tra queste c’è Farmacap, che gestiva molte farmacie della Capitale. La società farmaceutica romana, come noto, era in pesante perdita. Dopo anni in rosso, un barlume di speranza: Simona Laing. Ma la sindaca Virginia Raggi le ha dato il benservito nonostante un bilancio in positivo di 530 mila euro, due milioni in meno di esposizione finanziaria,  meno debiti verso i fornitori. La Laing è stata licenziata “per giusta causa” nonché per il fatto che fosse venuto meno il rapporto di fiducia.  “La verità – si sfoga Laing in una lunga intervista – è che davo noia”.

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Il “precedente pericoloso”

“Non ti faranno mettere a posto l’azienda” ha dichiarato “sarebbe un caso che Roma non può accettare. Diventeresti un modello”. Un precedente di onestà pericoloso dalle parti del Campidoglio. “In un anno” continua “ho reso Farmacap più efficiente e ho aperto 3 farmacie h24. Sono brava ma non credo di essere un genio. Quello che ho fatto io poteva essere fatto anche da chi mi ha preceduto. La differenza? Non sono di Roma, non sono ‘comprabile’. Volevo vincere la sfida. E c’ero quasi riuscita”.

I ladri non si licenziano

Una delle contestazioni, a dirla tutta, decisamente fittizia, ha riguardato il licenziamento di quattro dipendenti beccati – con tanto di prove video delle telecamere di sicurezza – a rubare per ben 220 volte, in un mese. Dall’alto è arrivato uno Stop. “Come fai a non licenziare chi ruba 220 volte in un mese?” si è domandata. Difatti è poco comprensibile il fondamento di una contestazione del genere. Se un dipendente pubblico ruba, va licenziato. Senza appello. Evidentemente questo non è affatto chiaro ad amministrazione capitolina e CGIL, che si sono coalizzate per reprimere, immediatamente, un esempio virtuoso di trasparenza e onestà.

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