Rimborsi Lombardia, pm chiede pene per 56 persone: anche Minetti e Renzo Bossi

Gran parte della classe politica lombarda è stata falciata dalla magistratura, che ha scoperchiato un vergognoso giro di tangenti in Regione.

La condanna

Due anni e due mesi per Nicole Minetti, due anni e dieci mesi per Renzo Bossi: sono alcune delle richieste di pena proposte oggi dal pm Paolo Filippini nell’ambito del processo a Milano sui rimborsi in Regione Lombardia. Sono state chieste 56 condanne su 57 tra consiglieri, consiglieri regionali ed ex assessori imputati in gran parte per peculato, alcuni per truffa. L’unica richiesta di assoluzione per l’ex assessore Massimo Ponzoni. Le pene più alte il pm le ha chieste per Stefano Galli (6 anni), ex capogruppo della Lega Nord, e per l’ex presidente del Consiglio regionale, Davide Boni (4 anni), sempre in quota alla Lega.

Le spese “pazze” in regione

Al centro del processo di Milano lo scandalo delle spese “pazze” al Pirellone scoppiato alla fine del 2012. Memorabili le richieste di rimborsi contestate a Nicole Minetti, tra cui compaiono creme e il libro Mignottocrazia di Paolo Guzzanti, ma anche quelle di Renzo Bossi. Tra il 2010 e il 2012 il figlio del Senatur avrebbe messo in conto spese videogiochi, Red Bull, gomme da masticare, cocktail come Mojito, Campari e Negroni, patatine, barrette ipocaloriche, giornali, sigarette, un I-Phone, auricolari, un computer e il libro Carta Straccia di Giampaolo Pansa.

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La corruzione imperante

Da nord a sud la corruzione è imperante, ed è il vero motore che muove la politica italiana. Già la nomina di Nicole Minetti aveva suscitato più di qualche perplessità – per usare un eufemismo – ma vedere l’enorme sperpero di denaro pubblico fa riflettere sulla bassezza della classe politica italiana. Oltre agli incredibili stipendi i politici vogliono mangiare anche altri soldi pubblici. Ma, prima o poi, i cittadini insorgeranno.

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