Trattativa Stato-mafia: ora dentro anche i nomi del faccendiere Luigi Bisignani e dell’intramontabile Massimo D’Alema

febbraio 13, 2017 Mafia News0

“L’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema e il faccendiere Luigi Bisignani”. Si apre così la notizia riportata da Il Fatto Quotidiano, sul sito online. “Si allunga la lista dei testimoni del processo sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra. Dopo che i pm Vittorio Teresi, Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo e Francesco Del Bene hanno completato le audizioni dei loro testi, adesso tocca alle difese fare le citazioni”. E infatti, “gli avvocati di Massimo Ciancimino hanno chiesto alla corte d’assise (…) di ascoltare in aula l’interrogatorio di due testi d’eccezione: l’ex premier D’Alema e lo stesso Bisignani”. Sì, proprio loro!

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Il fatto:

“Il faccendiere, nell’ambito dell’indagine sulla P3, venne intercettato mentre comunicava al suo interlocutore la necessità di far mettere all’ordine del giorno dei lavori del Copasir le dichiarazioni rese dallo stesso Ciancimino sull’ex capo della polizia Gianni De Gennaro”. E sapete chi presiedeva “il Comitato parlamentare per la sicurezza pubblica – che controlla i servizi segreti – all’epoca”? Massimo D’Alema.

La difesa di Ciancimino vuole “sapere per quale motivo Bisignani aveva interesse affinché l’organismo parlamentare trattasse la vicenda”. D’altra parte “il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, infatti, è imputato per concorso esterno a Cosa nostra e per calunnia ai danni proprio dello stesso De Gennaro, indicato come il signor Carlo/Franco, l’oscuro 007 tirato in ballo più volte tra i personaggi in azione sullo sfondo della Trattativa Stato – mafia”.

Infine, “Bisignani verrà quindi sentito il 24 febbraio dalla corte d’assise di Palermo che celebra il processo, mentre non si sa ancora la data della deposizione di D’Alema”. Le incognite, gli interessi implicati e la lista dei testimoni continuano a intorbidire la situazione e a gettare sospetto sulla Trattativa; noi continueremo a monitorare le vicende giudiziarie nella speranza che i colpevoli paghino e che la verità diventi di dominio pubblico.

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