Il vescovo di Travaglio indagato per truffa

aprile 1, 2017 Lobby Italiane0

Monsignor Mogavero, collaboratore del Fatto Quotidiano, sarebbe la mente di una truffa da milioni di euro per la costruzione di una chiesa a Mazara del Vallo. Ha preso soldi dalla Cei e dalla regione Sicilia e, in più, sono spariti 500mila euro

E bene sì: abuso d’ufficio e truffa. Arrivano nuove accuse per monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, che era stato già indagato “nel 2015 per appropriazione indebita, ovvero per aver utilizzato impropriamente i fondi dell’8 per mille e aver creato un buco di bilancio, in Curia, da sei milioni di euro”. Sono queste le parole usate da Serena Sartini in un suo articolo graffiante e senza sconti per Il Giornale di ieri.

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La truffa da milioni di euro

Ora è davvero nei guai il “vescovo dei migranti”, come viene chiamato da molti per via della sua difesa molto pop degli immigrati, accusato dai pm di truffa, “in merito alla realizzazione della chiesa San Lorenzo (…), costata 3 milioni di euro, di cui 1,8 milioni ricevuti dalla Cei”. Solo che al vescovo non bastava questa montagna di soldi e così ha pensato bene di andare a battere cassa anche alla regione Sicilia, “facendo carte false sullo stato di avanzamento dei lavori pur di ottenere i contributi”; ecco il reato. Basta? No, non basta: dal totale sono spariti anche 500mila euro…

I finti onesti

Eccoci al solito impietoso paradosso mediatico di quelli che, come il vescovo collaboratore de Il Fatto Quotidiano e amico di Marco Travaglio, si riempiono la bocca di paroloni sulla trasparenza e sulla giustizia, sull’onestà e sull’equità, e poi vengono indagati, condannati, e colti con le mani nella marmellata. I disonesti non ci sono mai piaciuti, e chi ci legge lo sa bene, ma ifinti onesti, quelli che vorrebbero vestire gli abiti da paladini della giustizia, sono persino peggiori.

Tutti contro il vescovo

A quanto pare sostengono tutti l’accusa contro Mogavero: l’ex vescovo di Mazara (2002/2006), l’architetto Francesco Scarpitta e l’ingegnere Bartolomeo Fontana, gli stessi che hanno realizzato la chiesa da cui sarebbe nato il pretesto per latruffa.

La dichiarazione e il silenzio stampa

Non ho nulla da dire, sto cercando di capire e valutare elementi di carattere tecnico contenuti in questo provvedimento della magistratura”, questo è tutto quel che è uscito dal vescovo che non ha alcuna intenzione di rilasciare altre dichiarazioni come chiarito dal suo addetto stampa. Prima o poi dovrà rispondere per le sue azioni.

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