Casini Pier Ferdinando

Casini Pier Ferdinando

Nato a Bologna il 3 dicembre 1955, è un politico italiano. Nel corso della sua lunga carriera politica è stato Presidente della Camera dei deputati nella XIV Legislatura. Attualmente è Presidente della Commissione Esteri del Senato. Riveste anche il ruolo di presidente onorario dell’unione interparlamentare e di presidente dell’Internazionale Democratica Centrista.

 

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Biografia e primi passi in politica

Dopo aver ottenuto nel 1979 la laurea in giurisprudenza, nel 1980 comincia la sua attività politica nella Democrazia Cristiana come consigliere comunale a Bologna fino all’elezione alla Camera dei deputati nel 1983 con 34.000 voti. Nel 1993, con l’inizio della segreteria di Mino Martinazzoli in una Democrazia Cristiana travolta dalle indagini di Mani pulite e dal processo per mafia a Giulio Andreotti e in crisi di consenso, insieme con Clemente Mastella, Casini prende posizioni non in linea con la politica del partito, propendendo per un’alleanza con la Lega Nord di Umberto Bossi, il Movimento Sociale Italiano di Gianfranco Fini e la nuova formazione politica di Silvio Berlusconi.

Abbandono della Dc e la fondazione dell’UDC

Fuoriesce dalla DC e, insieme a Mastella, fonda il 18 gennaio 1994 il Centro Cristiano Democratico. Viene eletto per la prima volta nel 1994 al Parlamento europeo e nella successiva legislatura del 1999, iscrivendosi al gruppo del Partito Popolare Europeo. In ambito nazionale, rieletto nella quota proporzionale nella XII Legislatura, appoggia il primo governo del suo alleato Berlusconi, e con lui non votò il successivo governo Dini.

Il 28 gennaio 2006 viene eletto presidente dell’Internazionale Democristiana (IDC) succedendo a José María Aznar. Nella campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006, Casini ha ipotizzato insieme a Gianfranco Fini (ma in disaccordo con la Lega Nord), una designazione alternativa a quella di Berlusconi per la carica di Presidente del Consiglio dei ministri nel caso che gli alleati avessero raggiunto un numero di voti maggiore rispetto a quelli del partito di Berlusconi. L’UDC inserisce infatti il nome del suo leader nel nuovo simbolo del partito anche se, alla fine, verrà indicato nuovamente Silvio Berlusconi quale capo della coalizione.

Le incrinature nel rapporto tra UDC e CdL si manifestano con evidenza il 2 dicembre 2006, quando i partiti del centrodestra, uniti nell’opposizione a Romano Prodi, organizzano tuttavia due manifestazioni in città diverse: Berlusconi, Fini e Bossi guidano il corteo che sfila a Roma, mentre Casini e gli altri dirigenti dell’UDC (escluso Giovanardi, che va a Roma), parlano a Palermo.

 

La Presidenza della Commissione Esteri

Il 7 maggio 2013 Casini viene eletto Presidente della Commissione Esteri del Senato. Fra gli altri provvedimenti adottati dalla Commissione sotto la sua presidenza vi è la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne e quella domestica. Nel febbraio del 2014 ha guidato una delegazione di parlamentari come presidente della commissione in visita in India per verificare le condizioni dei due Marò italiani trattenuti per la controversia tra Italia e India relativa all’uccisione di due pescatori indiani del Kerala.

 

L’abbandono dell’UDC

Il 1º luglio 2016 Casini annuncia di non aver rinnovato la tessera dell’UdC, cessando quindi di farne parte. Il motivo di tale atto è la decisione dell’UdC di non aderire ai comitati per il Sì per il referendum del dicembre 2016.

Il 16 dicembre 2016, insieme a Gianpiero D’Alia, fonda un nuovo soggetto, Centristi per l’Italia, con il quale, a differenza del suo ex partito, rimane in Area Popolare. L’11 gennaio 2017 Centristi per l’Italia cambia nome in Centristi per l’Europa.

 

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